22 giugno 2010

Roma – Convegno ‘Politiche abitative – Prestito vitalizio ipotecario, una delle soluzioni?’, promosso dall’Associazione Athena, in collaborazione con l’Anci.
L’ipotesi del vitalizio ipotecario è assolutamente valida, non solo per gli anziani, ma anche per i più giovani.
L’allungamento dell’età non dev’essere una punizione e, dunque, ben vengano strumenti nuovi, in grado di garantire una vecchiaia più serena a chi possiede una casa. Col vitalizio ipotecario, infatti, l’abitazione diventa di fatto il garante per ottenere una rendita mensile, che può essere sommata alla pensione.
In questo modo, l’anziano può vivere più serenamente, senza bisogno di alienare la sua proprietà e consentendo agli eredi di scegliere, poi, se rimborsare l’intero capitale e mantenere l’appartamento o vendere.
Stessa cosa può avvenire per un giovane, magari anche disoccupato, che eredita un appartamento e non è in grado di mantenerlo. Piuttosto che svenderlo, per affrontare l’emergenza del momento, può ricavare un vitalizio, facendo ipotecare l’immobile, e nel corso della vita sarà più libero di scegliere se vendere o meno.
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14 giugno 2010

Siamo sgomenti di fronte alla notizia di Genova, dove una donna di 41 anni si è suicidata, quando è arrivato l’ufficiale giudiziario per sfrattarla. E’ la triste conferma che l’emergenza abitativa è ormai un problema sociale di dimensioni enormi: basti pensare che nella sola Roma circa 20mila famiglie hanno lo sfratto per morosità. E’, perciò, necessario dar subito vita a un Piano straordinario per la casa, che veda coinvolti il Comune, la Provincia , la Regione e il Governo nazionale, per dare risposte immediate a quei cittadini che, non per cattiva volontà o per furbizia, ma per reale mancanza di disponibilità, non riescono più a pagare l’affitto.
Non vogliamo giustificare i morosi, ma bisogna capire che la crisi economica ha messo in ginocchio molte famiglie e abbiamo più volte, e in più sedi, manifestato grande preoccupazione, perché di fronte agli sfratti le amministrazioni pubbliche non hanno risorse abitative da mettere a disposizione, né provvisorie né tantomeno definitive. E dal dramma personale si passa al dramma collettivo, quando a essere sfrattate sono persone anziane o famiglie con minori a carico, senza le risorse per poter accedere al mercato privato. Noi, con equilibrio e senso di responsabilità, ma anche con la velocità necessaria, dobbiamo fare in modo che il problema non venga scaricato solo su questi soggetti più deboli.
La Regione sta facendo il possibile, come testimonia anche la vicenda dei truffati di Casa Lazio, ai quali abbiamo restituito una speranza e presto avranno la loro casa. Tutti dobbiamo farci carico dell’emergenza abitativa, facendo sì che anche i casi come quelli degli enti previdenza, che vogliono vendere o affittare a prezzi di mercato, siano affrontati e risolti, con la giusta attenzione per chi oggi abita in quegli appartamenti. Se non lo capiamo, presto dovremo affrontare non un’emergenza, ma l’esplosione di una vera e propria bomba sociale.
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10 giugno 2010

Grattacieli nelle periferie di Roma? Impossibile...
Roma non ha bisogno di ecomostri, nè in orizzontale nè in verticale. Non si può, da una parte, pensare di abbattere Corviale, per creare al suo posto un quartiere-giardino, e, da un’altra, ipotizzare la nascita di grattacieli in periferia. I grattacieli vanno bene nelle isole, dove non ci sono gli spazi per costruzioni tradizionali, ma certamente non a Roma.
Nella Capitale, piuttosto, si deve pensare innanzitutto al recupero, sia per abitazioni che per uffici, di quanto è già stato costruito, in particolare nelle periferie più degradate. Il cittadino che paga le tasse alla Borghesiana ha gli stessi diritti di chi le paga ai Parioli, perciò una buona amministrazione comunale ha l’obbligo di far sì che, laddove oggi ci sono degrado ed emarginazione, domani ci siano asili, scuole, luoghi per la socializzazione.
E la vera sfida, per i Comuni, è oggi quella della città che non si vede. Penso alla rete idrica, alla rete fognaria, al cablaggio e, perch‚ no, alla derattizzazione. I Comuni devono garantire questi servizi ai cittadini, perchè è qui – e non sui fuochi d’artificio buoni solo per giornali, radio e tv – che si misura una buona amministrazione, capace di costruire un futuro migliore per la comunità.
LEGGI LA RASSEGNA STAMPA R 10_06_010
LEGGI Secolo d’Italia 10_06_010 – Grattacieli, botta e risposta Alemanno-Buontempo
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