LA FIAT ORA PASSA A RICATTI E MINACCE

Dopo decenni durante i quali la Fiat ha fatto pagare agli italiani i debiti e incassare agli azionisti gli utili, ora è passata ai ricatti e alle minacce e si vorrebbe sostituire al Parlamento nel cancellare leggi ordinarie e principi costituzionali.
La politica non ha capito sufficientemente quanto fosse in gioco con la vicenda di Pomigliano, che la Fiat ha utilizzato per tastare il polso al Governo e ai sindacati.
L’ipotesi di trasferimento fatta dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, di portare in Serbia la produzione dello stabilimento di Mirafiori rappresenta la naturale conseguenza di tutto ciò ed è un ulteriore elemento, freddamente deciso a tavolino, per disimpegnare la Fiat dall’Italia, tentando di far ricadere la colpa morale, economica e politica sui sindacati e sulle forze politiche che reagiscono a tanta insopportabile arroganza.
La Destra, pertanto, invita il Governo e le forze politiche rappresentate in Parlamento a chiedere conto alla Fiat del perché in Italia non fa più investimenti di ricerca di nuovi modelli competitivi e di risparmio energetico nei consumi e, infine, del perché da anni non investe per la modernizzazione degli stabilimenti. Capirebbero, in tal modo, che la Fiat da tempo ha cinicamente programmato di sviluppare l’industria automobilistica fuori dai confini nazionali.
Lancio Ansa 22_07_010 == BUONTEMPO LA FIAT ORA PASSA A RICATTI E MINACCE.










26 luglio 2010 alle 02:54
Fresco!
La Fiat prima ha incassato i soldi dallo Stato Italiano, e che cifre! adesso ringrazia e saluta, facendo ciao ciao con la manina, e se ne va ad incassare i soldi dallo Stato Serbo.
Carino!
Altro che i rischi del capitalismo!
Ma quando rischiano Sergio, Lapo e John?
Questo si chiama capitalismo assistito.
Cosa diversa da uuna economia sociale di mercato.
La Destra alzi la voce e protesti con governo e con chi di dovere.
Questo è un ricatto bello e buono!
Il lavoro prima di tutto.
Il salario prima di tutto.
L’Italia prima di tutti.
31 luglio 2010 alle 14:09
la fiat è una vergogna tutta italiana!