PIANO CASA, EMERGENZA ABITATIVA COMPONENTE ESSENZIALE
Sul nuovo Piano Casa della Regione Lazio leggiamo, in questi giorni, di tutto e di più. E’ legittimo che ognuno avanzi proposte e lanci idee e non a caso presso l’Assessorato alle Politiche per la Casa abbiamo tenuto molte riunioni aventi per oggetto il Piano Casa, nel corso delle quali abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati alla nuova legge. Alla fine, però, a contare saranno solo gli articoli di legge e noi vogliamo che, in quell’ambito, l’emergenza abitativa rappresenti una componente essenziale.
Oggi il problema dei problemi, per molti giovani, per molti anziani, per moltissime famiglie, è quello della casa. E noi abbiamo il dovere di dare risposte in questo senso. Ancora adesso, infatti, si parla del Piano Casa come della soluzione di piccoli problemi, come l’apertura di una finestra o giù di lì. Noi abbiamo una visione ben diversa del Piano Casa, che può e deve rappresentare un’occasione straordinaria per dare risposte sul fronte dell’emergenza abitativa.
Ad esempio l’edilizia sociale, fortemente mortificata dalla precedente amministrazione regionale, dovrà essere implementata. E andranno ridefiniti i programmi per l’edilizia economica popolare, per quella sovvenzionata e per l’housing sociale. Su questo fronte, in particolare, si gioca una partita tutta nuova, in relazione ai nuovi bisogni dei cittadini. Oggi, infatti, c’è una fascia cosiddetta media che non è più in grado di sostenere i costi degli affitti a prezzi di mercato e rischia di perdere l’abitazione.
Bene, l’housing sociale è destinato a questa fascia di popolazione, che non è quella a bassissimo reddito, ma che comunque vede messo in pericolo il bene-casa.
Su questo percorso ci siamo già incamminati, nelle prime settimane di lavoro, con l’ex assessore all’Urbanistica, ora alle Risorse Umane e Patrimonio, Fabio Armeni, e sono convinto che anche con l’assessore Ciocchetti ci sarà un’ottima intesa, per portare in Giunta un testo che tenga conto dello sviluppo, dell’occupazione e dell’emergenza abitativa.











16 luglio 2010 alle 17:45
Egregio Assessore, spero che nel suo piano casa rientri anche la dismissione del patrimonio immobiliare ATER, Le chiedo questo perchè dietro le chiacchiere dette dagli ex presidenti, a Garbatella si sta ancora aspettando le famose lettere di acquisto che dovevano arrivare da molto tempo.
Grazie e buonlavoro
19 luglio 2010 alle 02:37
Sconfiggere l’emergenza abitativa con La Destra e con Buontempo si può!
Sicurissimamente!
14 ottobre 2010 alle 20:50
Gentile Assessore Bontempo
è noto a tutti che moltissime case ater sono abitate da persone che sono considerate “senza titolo” intendendosi per “occupanti senza titolo” non solo quelli che le hanno occupate con la forza ma anche coloro che vi risiedono perchè ad es. nipoti degli assegnatari poi deceduti.
Le auguro di risolvere questo problema che finora nessuna forza politica ha potuto o voluto eliminare alla radice!
I risultati, esaltanti per la Destra, sarebbero i seguenti:
1) fine delle occupazioni abusive con la vendita degli alloggi a chi vi abita a prescindere se “con” o “senza titolo”;
2) ritorno della serenità nelle famiglie che oggi vivono con l’incubo dello sfratto;
3) ripristino di un circuito virtuoso di legalità nella società ed in modo particolare negli agglomerati ex IACP ora Ater;
4) copiosa raccolta di suffragi per la Destra alla prossima tornata elettorale.
Se si vuole marcare la differenza con le forze politiche dell’immobilismo bisogna avere il coraggio e la determinazione per farlo.
Questa delle case ater è una formidabile occasione per la Destra!
24 ottobre 2010 alle 00:23
In considerazione del fatto che si sono avvicendate negli anni varie leggi della Regione Lazio di sanatoria di occupazioni abusive di alloggi Ater, quali la legge 33/87 – la legge 30/93 – la legge 18/2000 e la legge 27/2006 non si vede perchè non dovrebbe essere varata, anche da questa nuova maggioranza di centro destra guidata dall’On.Polverini con l’On.Bontempo assessore alla casa, una nuova legge di sanatoria e di vendita di tutto il patrimonio alloggiativo degli Ater di Roma e Provincia, al fine di eliminare per sempre l’endemico fenomeno delle occupazioni abusive e quant’altro.
Ormai è fin troppo evidente che le sole sanatorie non bloccano il fenomeno perchè lasciano intatta la proprietà degli immobili in capo all’Ater che nel tempo ha ampiamente dimostrato di non saper gestire il proprio patrimonio immobiliare ricorrendo ogni 6 anni a nuove sanatorie.
Vendere gli alloggi significa inoltre incamerare denaro fresco destinato a nuove costruzioni da assegnare da subito a “riscatto” a tutela sia dell’assegnatario che dell’Ater.
Infatti l’assegnatario diventando da subito proprietario dell’alloggio, che verrebbe pagato nel tempo o con mutui agevolati o con gli affitti, svincolerebbe l’Ater da tanti gravosi oneri.
Visto che finora nessuna forza politica è riuscita nel compito si prospetta adesso per la Destra un’occasione davvero storica di fregiarsi del merito di aver dato la possibilità a tantissime famiglie di diventare proprietarie della casa in cui abitano liberandole per sempre dall’incubo dello sfratto.
Caro Onorevole Bontempo,
la gente spera nel buon governo “del fare” e certamente se ne ricorderà al momento delle elezioni.
Questa è l’occasione giusta per non deluderla.
15 novembre 2010 alle 21:06
10 buoni motivi per una nuova legge di sanatoria e vendita degli alloggi Ater di Roma.
1°) una nuova sanatoria è doverosa per una ragione di equità nei confronti di chi, a parità di condizioni, ha già usufruito di tale beneficio con le leggi di sanatoria della regione lazio 33/87 – 30/93 – 18/2000 e la legge 27/2006.
2°) con la vendita di tutti gli alloggi l’Ater di fatto si trasformerebbe in un Ente più snello e meno oberato di oneri(manutenzioni) assumendo le funzioni esclusive di costruzione e assegnazione di nuovi alloggi con patto di riscatto.
3°) si avrebbe in tal modo un’immissione nel mercato immobiliare di molte abitazioni da ristrutturare contribuendo così alla ripresa economica del paese con l’ulteriore effetto di calmierare il mercato delle vendite e degli affitti.
4°) si determinerebbe inoltre la fine dei traffici illeciti in danno dell’Ente assegnatario in quanto, con il riscatto stabilito per contratto, verrebbe meno l’interesse da parte dell’assegnatario a cedere un bene che fin dall’inizio si sa che diventerà di sua proprietà.
5°) terminerebbero poi le occupazioni operate con la forza in quanto si tratterebbe di violazioni di proprietà non più di un Ente ma di proprietà di privati cittadini che troverebbero immediata tutela con l’intervento della forza pubblica.
6°) si ripristinerebbe di conseguenza un virtuoso circuito di legalità nell’ambito delle case popolari e più in generale nell’intera società.
7°) con la sanatoria svanirebbe pure la paura per tante famiglie di essere sfrattate perchè con la legge attuale sono ritenute occupanti senza titolo.
8°) varare la sanatoria e vendere le case è un’occasione unica per la Destra di marcare la differenza con l’immobilismo del passato, innovando con coraggio una legislazione regionale sulla casa obsoleta e ideologica (basti pensare, tra l’altro, che l’attuale legge regionale consente il subentro nel contratto dell’assegnatario da parte dell’adottato mentre lo impedisce al nipote).
9°) occorre accelerare le procedure di dismissione perchè il tempo passa e i problemi si moltiplicano.
Si pensi ad esempio alla lettera inviata dall’Ater nel 1998 a molti assegnatari di CASE EX INCIS con la quale si chiedeva se questi volevano acquistare l’alloggio. Da allora dopo 12 anni ancora non si sa nulla!
E pensare che tali alloggi furono autofinanziati ovvero costruiti senza nessun contributo da parte dello Stato ma con mutui contratti dagli Enti casa dell’epoca come l’ INCIS ecc. e quindi pagati dagli assegnatari attraverso il canone prelevato direttamente dalle buste paga dei vincitori del concorso a cui era stato assegnato l’alloggio. Una quota del canone era infatti finalizzata al pagamento del mutuo contratto con la banca, mutuo che era stato utilizzato per la costruzione degli immobili. Tralascio ulteriori considerazioni sulle “sfortunate” vicende che successivamente ne impedirono il dovuto riscatto.
10°) Ultima conseguenza che scaturisce da così assurdi ritardi nelle vendite è quella che molti assegnatari che avrebbero potuto acquistare in tempo debito nel frattempo sono deceduti dopo il termine stabilito dall’ultima sanatoria del 2007 e ai conviventi che non hanno potuto farla l’Ater ora li considera occupanti abusivi.
On. Bontempo, per quanto sopra esposto, tocca a Lei ora proporre con urgenza alla giunta di centro destra i provvedimenti necessari al fine di ricondurre tutta la materia degli Ater nell’alveo della giustizia uguale per tutti.
27 marzo 2011 alle 14:35
Caro amico Teodoro ti faccio presente che fino a quando i comuni danno le residenze con tanta faciltà a tutti, nelle case ater ci sarà sempre un commercio a non finire oggi una casa ater a pomezia si paga intorno ai 30-40 mila euro …
mi chiedo perchè non blocchi queste vendite? come fare smplice si rifanno le sanatorie fino al 2009 e gli altri tutti fuori….Poi i comuni non devono dare la residenza a meno che non siano parenti stretti nelle case ater…..invece come a pomezia tutti conoscono qualcuno per approfittare a farsi dare la residenza, e prendersi una casa ater…io mi chiedo ma chi è in graduatoria per una casa quando la prende? ciao Claudio