TERZO SETTORE, STRAORDINARIA VITALITA’
Oggi ho partecipato all’Assemblea provinciale del Terzo Settore, che si è svolta a Roma, presso la sede della Provincia, a Palazzo Valentini.
La straordinaria partecipazione a questa Assemblea di associazioni, cooperative e rappresentanti del volontariato è la testimonianza della vitalità, dell’importanza e dell’enorme potenzialità del Terzo Settore.
Nel corso dell’incontro si è sviluppato un ampio dibattito, cui hanno preso parte i rappresentanti del mondo dell’associazionismo, insieme all’assessore provinciale Cecchini.
L’Assemblea ha fatto il punto sulle nuove emergenza della società e sui bisogni e le necessità del Terzo Settore, che non ha bisogno di essere assistito, ma ha le carte in regole per essere protagonista di una vera politica sociale.
Una novità: la Regione Lazio punta a essere partner di un progetto della Regione danese South Denmark, finanziato dall’Europa, che ha l’obiettivo di aiutare gli anziani a superare le barriere nell’utilizzo delle nuove tecnologie, in modo da aumentarne l’indipendenza e la qualità della vita.
Oggi esiste inoltre il problema dell’attuale legislazione di settore, che appare superata, per questo c’è bisogno della collaborazione di tutti i soggetti interessati, affinché forniscano un contributo di idee sul tema. Presto, peraltro, incontrerò gli assessori provinciali del Terzo Settore.
Il ruolo che viene svolto dai volontari, tra l’altro, è fondamentale per la crescita della società e, per questo, credo sia auspicabile un provvedimento di legge che faccia valere come crediti le esperienze nel volontariato per chi partecipa a un concorso pubblico o per l’accesso alle università a numero chiuso o, ancora, per le graduatorie per ottenere una casa.
Altro tasto dolente quello della lentezza con la quale le cooperative e le associazioni che operano nel sociale vengono rimborsate dalle amministrazioni pubbliche. Se continuiamo così rischiamo di consegnare anche questo settore alle multinazionali: solo loro possono aspettare mesi, se non anni, per ottenere i fondi dovuti, ad esempio, da Regioni, Province e Comuni. Bisogna fare in modo che chi opera nel Terzo Settore sia liquidato in tempi ragionevoli, altrimenti si mette a rischio l’esistenza stessa di queste cooperative e di queste associazioni.
Infine, una proposta: escludere dai bandi pubblici quelle imprese che non rispettano la legge che prevede l’assunzione di unità appartenenti alle categorie protette.










