ENTI DI PREVIDENZA, INQUILINI A RISCHIO

    

Questa mattina, presso il mio assessorato alle Politiche per la Casa della Regione Lazio, ho incontrato una delegazione dei Comitati dei ‘cittadini resistenti’ locatari degli enti previdenziali Enasarco, Enpaia, Fimit, Cassa geometri, Cassa forense, Fondo Pensioni Banca di Roma.

Ritengo iniquo il comportamento di quegli enti di previdenza che oggi pensano di agire come soggetti privati, nella gestione del patrimonio immobiliare, tradendo la funzione sociale in virtù della quale, a suo tempo, ottennero finanziamenti e talvolta anche i terreni per l’edificazione delle abitazioni di loro proprietà.
Ieri, nel corso di una riunione al Ministero delle Infrastrutture, cui ha partecipato anche il sottosegretario Mantovani, ho posto all’attenzione del Governo la particolare situazione di Roma.
Nella Capitale l’emergenza abitativa si fa di giorno in giorno più grave, come testimoniano gli oltre 5.000 provvedimenti di sfratto già pronti, che si aggiungono ai precedenti 40.000. Per questo motivo, nei prossimi giorni, convocherò una riunione del Tavolo interistituzionale sull’emergenza abitativa.
Il comportamento degli enti previdenziali rischia di rappresentare una vera e propria bomba sociale: bisogna lavorare, per garantire una casa anche a chi non può comprare.
Oggi a Roma più di 30mila famiglie rischiano seriamente di perdere la propria casa, perché gli enti hanno avviato le procedure di sfratto e di dismissione degli edifici. Inoltre, gli affitti sono stati aumentati in maniera indiscriminata e del tutto inaccessibile agli attuali inquilini, costretti a subire incrementi fino all’85 per cento e i prezzi di vendita rispondono più a una logica speculativa che non alla funzione sociale che gli enti previdenziali dovrebbero svolgere.
Ai rappresentanti degli inquilini, che hanno annunciato un convegno a Palazzo Valentini per il 15 giugno e una manifestazione a fine mese davanti alla sede del Parlamento, ho ribadito che sulla materia serve una legge nazionale, che garantisca tra l’altro il passaggio da casa a casa a chi non può comprare.
La prossima settimana incontrerò il prefetto di Roma, Pecoraro, per discutere proprio dell’emergenza abitativa nella Capitale.

5 Commenti a “ENTI DI PREVIDENZA, INQUILINI A RISCHIO”

  1. Mario Bertoli scrive:

    Bravissimo Buontempo. Questo significa fare sul serio una politica di DESTRA.
    Mi auguro che queste prese di posizione avvengano in tutti i campi.
    Mario Bertoli (Segr.Prov.La Destra Parma)

  2. L'insonne scrive:

    Bravo Presidente!

    La casa un bene sociale.
    Da garantire a tutti.
    Sopratuto ai non abbienti.
    Su di essa non si possono fare giochi speculativi.
    In Italia occorre rilanciare una politica della casa.
    Per le giovani coppie che non si possono sposare causa alloggi a prezzi proibitivi.
    Più case, più famiglie, più figli.

  3. Vincenzo scrive:

    Bravo Presidente!
    A me l’ENPAIA ha chiesto un aumento pari al 100%, dopo che avevo provveduto a mie spese a rendere l’appartamento “vivibile” (rifacendo i bagni, il salone e quant’altro necessario, spendendo in totale, in varie occasioni, quasi 70.000.000 di lire, sperando che prima o poi me lo avrebbero venduto a prezzo umano). Invece rischio lo sfratto!!!!

  4. alvaro scrive:

    I Comitati dei residenti negli alloggi di proprietà degli enti hanno indetto varie manifestazioni, per protestare la loro esasperazione scaturita dal caro fitto stabilito dalle fondazioni,creando alle famiglie,disagi economici,rischiando di non pagare piu’ gli affiti, e ne tantomeno accettare eventuale proposte di acquisto a prezzi di mercato. Prezzi che, nonostante la crisi dell’edilizia, rimangono elevati ed impossibili da sostenere per le numerose famiglie che abitano in questi alloggi. Il motivo di tutto ciò è semplice: il Piano Regolatore di Roma ha previsto su un totale di 70 milioni di metri cubi di nuove costruzioni sono 70.000 per l’edilizia economica e popolare. Meno dell’1% contro il 99% dato ai privati che in questo modo possono continuare a fare il buon e cattivo tempo, detenendo il monopolio delle case in città. Così, mentre il Piano “Regalatore” consente ai più noti “palazzinari” di ottenere guadagni stratosferici, anche tramite le banche di loro proprietà (che erogano i mutui), grazie ai vantaggi ottenuti dai politici che sono ben soggetti ai mezzi economici e di informazione di loro proprietà (sui loro giornali non si legge una riga su questi argomenti), il popolo viene ridotto alla fame dagli speculatori e dai politici che hanno ben altri interessi da difendere. Infatti questo giochetto è di una gravità ed illegittimità inaudita: gli Enti, che hanno costruito con soldi pubblici su aree pubbliche (ci riferiamo a tutti gli alloggi costruiti sui Piani di Zona di Edilizia Economica e Popolare soggetti alle Legge 167/62 e successive 10/77 e DPR 380/2001 Testo Unico per L’edilizia) sono obbligati, anche se si privatizzano, a rispettare i prezzi massimi di cessione o i canoni di locazione stabiliti nelle Convenzioni Che il Comune stipulò per concedere il diritto di superficie o di proprietà superficiaria: tali prezzi sono vincolanti anche per gli aventi causa successivi dal costruttore per tutta la durata della Convenzione (99 anni rinnovabili). Il Comune però non controlla e non applica le pesantissime sanzioni previste dalla Legge riportate nella Convenzione (revoca della Concessione del diritto di superficie o di proprietà superficiaria). Aggiungiamo un altro particolare: lo Stato o la Regione erogano i finanziamenti agevolati previsti per l’edilizia popolare e spesso le Banche (sempre le stesse) vanno in caso di fallimento delle imprese o cooperative a pignorare gli immobili dei poveri acquirenti che, truffati sui prezzi massimi, si vedono pignorare una casa già pagata e a un prezzo ben più alto di quello massimo previsto. Comune e Regione, nonostante le diffide degli avvocati degli utenti non intervengono e omettono i dovuti atti di Ufficio, favorendo i truffatori e consentendo che le oneste famiglie rischino di perdere casa dopo averla strapagata. Ecco come la politica si occupa del popolo. E allora gli utenti più che elemosinare “accordi sindacali” stipulati in violazione della Legge sull’edilizia popolare devono denunciare alla Procura e chiedere il risarcimento danni agli autori e ai complici di tali vergognose speculazioni perpetrate ai danni delle famiglie . PS “Ogni pattuizione stipulata in violaizone dei prezzi massimi di cessione o dei canoni di locazione è nulla per la parte eccedente” (Legge 10/77; DPR 380 /2001) “Ogni pattuizione stipulata in violazione dei prezzi massimi di cessione o dei canoni di locazione è nulla per la parte eccedente” (Legge 10/77; DPR 380 /2001)il problema e’ legato sopratutto all’informazione,che oscura il diritto di sapere,violando la democrazia agli italiani,sopratutto alla gente che lavora onestamente.nel caso specifico enpaia che ha sperperato i diritti dei fondi pensionistici agrari investendoli in titoli illegali,il governo non doveva permettere la fiducia,consegnando nelle mani un patrimonio immobiliare,che era destinato in soccorso alla povera gente che non supera la 2a settimana del mese.IL CACRO DEL NOSTRO PAESE SI CHIAMA PRIVATO.comitato b croce.

  5. leo scrive:

    Caro Alvaro le convenzioni del comune di Roma non riportano nulla sull’eventuale vincolo dei prezzi di massima cessione sulle vendite successive. C’e’ solamente il vincolo di dover vendere a chi possiede i requisiti soggettivi.

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