CADUTA DEL MURO, RICORRENZA MASCHERATA

A costo zero è troppo facile partecipare oggi alla ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino da parte di esponenti della sinistra che hanno avuto ruoli importanti nel partito comunista italiano. Quanto meno avrebbero dovuto chiedere scusa agli italiani e recitare il mea culpa per averli ingannati per anni, in quanto, pur essendo a conoscenza dell’esistenza dei gulag, delle prigioni all’interno delle quali la dignità umana veniva calpestata e del fatto che interi popoli, oltre la cortina di ferro, non erano liberi, continuavano a indicare come modello da seguire il ‘paradiso sovietico’.
In Italia esisteva il maggiore partito comunista dell’Occidente, che condizionava l’intera politica del nostro Paese agli ordini di Mosca.
Oggi, quegli esponenti, che rivestono ancora incarichi importanti nei partiti e nelle istituzioni, non mostrano alcun pentimento per aver seguito le direttive di quel Togliatti che ‘come cittadino sovietico si sentiva di essere migliore del migliore cittadino italiano’ e che, ben foraggiato dal Kgb, illudeva i nostri concittadini con ‘la via italiana al socialismo’.
Nella giornata odierna, inoltre, si è stati costretti a riscontrare che in molti servizi radiotelevisivi, e anche su diversi quotidiani, si è ricordato l’abbattimento del muro senza rammentare che l’oppressione, le uccisioni e le persecuzioni nel mondo sotto l’orbita sovietica, venivano fatte in nome dell’aberrante ideologia comunista. E’ proprio il termine ‘comunista’ che si è tentato di nascondere con una omertà e una complicità vergognose.
La caduta del muro significò la fine dell’efferata utopia totalitaria e mostrò il fallimento, anche dal punto di vista economico, del comunismo, che aveva causato centinaia di milioni di morti, non solo nell’Unione Sovietica, ma anche in Cambogia e negli altri Paesi comunistizzati.










10 novembre 2009 alle 13:30
Si’,stavo vedendo un tg regionale…c’erano insegnanti e ragazzini in piazza,si parlava di muri da abbattere,di libertà,di nuovi orizzonti…tante belle parole ma non si parlava del comunismo.Se fossi stato un ascoltatore distratto non avrei capito il senso di quel servizio,avrei interpretato il tutto come una manifestazione sulla libertà in generale.Giornalisti piegati agli editori.
Sulla ricorrenza,nel mio piccolo non ho sentito un mio conoscente di centrosinistra o comunque ex comunista dire mezza parola.Sempre lo stesso discorso,quando si avvicinano date a loro “scomode”(come accaduto per le foibe) si sente un silenzio assordante.
17 novembre 2009 alle 21:34
GRANDE PRESIDENTE!!!!!