LA FIAT ORA PASSA A RICATTI E MINACCE

22 luglio 2010

             
Dopo decenni durante i quali la Fiat ha fatto pagare agli italiani i debiti e incassare agli azionisti gli utili, ora è passata ai ricatti e alle minacce e si vorrebbe sostituire al Parlamento nel cancellare leggi ordinarie e principi costituzionali.
La politica non ha capito sufficientemente quanto fosse in gioco con la vicenda di Pomigliano, che la Fiat ha utilizzato per tastare il polso al Governo e ai sindacati.
L’ipotesi di trasferimento fatta dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, di portare in Serbia la produzione dello stabilimento di Mirafiori rappresenta la naturale conseguenza di tutto ciò ed è un ulteriore elemento, freddamente deciso a tavolino, per disimpegnare la Fiat dall’Italia, tentando di far ricadere la colpa morale, economica e politica sui sindacati e sulle forze politiche che reagiscono a tanta insopportabile arroganza.
La Destra, pertanto, invita il Governo e le forze politiche rappresentate in Parlamento a chiedere conto alla Fiat del perché in Italia non fa più investimenti di ricerca di nuovi modelli competitivi e di risparmio energetico nei consumi e, infine, del perché da anni non investe per la modernizzazione degli stabilimenti. Capirebbero, in tal modo, che la Fiat da tempo ha cinicamente programmato di sviluppare l’industria automobilistica fuori dai confini nazionali.

Lancio Ansa 22_07_010 == BUONTEMPO LA FIAT ORA PASSA A RICATTI E MINACCE.

CASA: REGIONE LAZIO E ACTION, TRATTATIVE IN CORSO

21 luglio 2010

L’emergenza abitativa è un grande problema, che va affrontato con serietà e senso di responsabilità. Partendo dal rapporto con i movimenti, con i quali ci si relaziona per sbloccare una serie di situazioni, a prescindere dai colori politici. Ed è quello che sto cercando di fare a Roma, dove come assessore regionale alla Casa ho avviato un dialogo con Action, che, come spiega oggi Tiziana Lapelosa su Libero, è il movimento che nella Capitale è “specializzato nelle occupazioni delle case per far fronte all’emergenza quasi fosse un ente pubblico vista la moltitudine di persone che vi si rivolge“.
Corriamo il rischio di trovarci nel giro di un anno con 80mila persone sfrattate. Serve un piano di attacco, per cui Regione, Comune ed enti preposti devono impegnarsi per dare risposte concrete ai cittadini. L’incontro con Campidoglio e Prefettura è servito anche a questo, per compiere un decisivo passo avanti sul fronte caldo dell’emergenza abitativa.

LEGGI Libero Roma 21_07_010 – Action e Regione Lazio, sulla casa si tratta

EMERGENZA ABITATIVA: INCONTRO ALLA REGIONE LAZIO

20 luglio 2010

     

L’emergenza abitativa è stata al centro di un incontro che si è svolto oggi presso l’assessorato alle Politiche per la Casa della Regione Lazio. Insieme all’assessore Teodoro Buontempo, c’erano il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, gli assessori al Patrimonio di Regione e Comune, Fabio Armeni e Alfredo Antoniozzi, un delegato del sindaco e alcuni tecnici regionali e comunali.
Nel corso della riunione, è stato avviato un percorso comune Prefettura-Regione-Campidoglio, per ricercare una soluzione che risponda ai vari problemi legati all’emergenza abitativa nella Capitale: sfratti, occupazioni, housing sociale.
Al termine dell’incontro si è stabilito che il tavolo sarà riconvocato a breve, anche in relazione all’imminente presentazione del nuovo Piano Casa.

ATER PROVINCIA DI ROMA, OCCORRE POLITICA FUNZIONALE AL RISPARMIO

19 luglio 2010

     

Oggi ho incontrato prima i vertici e successivamente i dipendenti dell’Ater della Provincia di Roma, in via Ruggiero Di Lauria.
Alla presidente Sartori e ai consiglieri di amministrazione ho espresso il mio apprezzamento per l’impegno profuso nel risanamento del bilancio e nel miglioramento di alcuni servizi
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L’Ater della Provincia di Roma deve diventare il braccio operativo della Regione nel campo dell’emergenza abitativa, costruendo alloggi ma allo stesso tempo facendo risparmiare l’ente stesso, che mai come oggi si trova nella necessità di gestire il suo patrimonio immobiliare in maniera oculata e redditizia.

Le strade che si possono seguire per raggiungere questo obiettivo sono diverse, come ad esempio incentivare la vendita degli alloggi o l’affitto dei locali commerciali, ma anche sviluppare il fotovoltaico, un sistema che garantirebbe la necessaria autonomia energetica degli edifici; infine attraverso l’accorpamento di alcuni servizi di competenza delle diverse Ater.

L’Ater della Provincia di Roma, che tra l’altro si trova ad amministrare circa 11mila alloggi in 120 comuni della provincia attraverso più sedi che si trovano nella Capitale, e quindi con chiare difficoltà logistiche, deve poter dare risposte certe alla crescente domanda di stabilità abitativa. Nel Lazio, la casa sta diventando un problema serio e basta guardare la vicenda degli alloggi degli enti previdenziali per rendersene conto, con decine di migliaia di famiglie che, solo a Roma, rischiano di perdere la propria abitazione.

Le Ater devono ampliare la loro funzione sociale e predisporre piani di intervento che vadano ben oltre l’attività finora svolta. Occorre rivolgere particolare attenzione ai giovani, agli anziani, ai coniugi separati e alle giovani coppie, che con le regole ad oggi vigenti nella formazione delle graduatorie di assegnazione degli alloggi non potranno mai avere risposte adeguate.
Per questo la Regione è attenta alle esigenze dei nuovi bisogni e per quanto mi riguarda sto lavorando per creare le migliori condizioni per dare alle Ater presenti sul nostro territorio gli strumenti utili a sostenere il giusto rinnovamento, la riqualificazione degli edifici fatiscenti, la nascita di città giardino che dovranno sostituire ecomostri che, come Corviale, mortificano la convivenza e una sana crescita sociale della comunità.

Infine, ho invitato i dipendenti dell’Ater della Provincia di Roma a tenere presente il loro importante ruolo di funzione pubblica, ricordando la necessità di svolgere l’attività lavorativa nella consapevolezza di dover far fronte alle emergenze e alla tutela delle fasce più deboli.

MI SONO DIMESSO DAL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA

16 luglio 2010

         

Questa mattina, nel corso del Consiglio provinciale di Roma, ho rassegnato le mie dimissioni da consigliere provinciale.
Ho motivato la mia decisione affermando che, dopo la nomina ad assessore alla Regione Lazio, nonostante la legge non imponga alcuna incompatibilità tra i due ruoli istituzionali, ho ritenuto necessario dare un esempio utile alla politica, per far capire che è bene evitare i doppi incarichi per dedicarsi, con energia e impegno, ad un solo obiettivo, perché la politica è un bene comune e deve essere messa al servizio dei cittadini nelle sue piene potenzialità.

Dopo aver ringraziato i presidenti della Giunta e del Consiglio e i consiglieri di maggioranza e opposizione per il rapporto di correttezza istituzionale e umana che si è creato nonostante le diverse posizioni politiche, ho spiegato che, pur nell’amarezza delle dimissioni, occorre avere rispetto per gli elettori e per il voto popolare, grazie al quale sono entrato a Palazzo Valentini, ma è altresì necessario combattere l’idea, errata, che fare politica voglia significare appartenere a una casta che non si fa scrupolo del cumulo delle cariche.

Durante la seduta consiliare, i capigruppo di maggioranza e opposizione mi hanno manifestato il loro apprezzamento per l’operato svolto, riconoscendomi un forte impegno politico, il rispetto istituzionale e quella coerenza ideale che mi ha portato a contribuire alla fondazione de La Destra.

In aula sono stato salutato dal presidente Zingaretti e da un partecipato applauso dei consiglieri.
Significative le parole pronunciate dal presidente del Consiglio On. Giuseppina Maturani durante il suo intervento.

Ho infine ringraziato il personale della Provincia di Roma, augurando a questa istituzione di poter ritrovare un ruolo autonomo, importante per lo sviluppo del territorio e in particolare di quelle  aree omogenee che rischiano di essere depotenziate nel conflitto di competenze tra la Regione e il Comune.

LEGGI prov. roma – lettera dimissioni buontempo da consigliere


La presidente del Consiglio della Provincia di Roma, Giuseppina Maturani, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

ROMA: MATURANI, GRAZIE A BUONTEMPO PER LAVORO SVOLTO IN CONSIGLIO PROVINCIALE
Roma, 16 lug. - ”Esprimo a nome del Consiglio provinciale e mio personale un sentito ringraziamento a Teodoro Buontempo per il suo impegno e il lavoro svolto in seno al Consiglio provinciale di Roma”. E’ quanto dichiara in una nota la presidente del Consiglio provinciale di Roma, Giuseppina Maturani, in occasione delle dimissioni di Teodoro Buontempo da consigliere provinciale.
”In questi anni il suo contributo e la sua esperienza sono stati per la nostra assemblea utili ed importanti – aggiunge Maturani – Sono certa che saprà svolgere con la stessa passione l’incarico di assessore alla Regione Lazio, per il quale gli auguro buon lavoro”.

Contro la lobby del “videopoker”, mio articolo venerdì 16 luglio sul quotidiano “Linea”

15 luglio 2010

     

La lobby del gioco d’azzardo, una rete che può e deve essere smantellata. Esce domani, venerdì 16 luglio, sul quotidiano LINEA (link: www.lineaquotidiano.net), un mio articolo su questo tema. Le mie battaglie sui giochi d’intrattenimento e sul possibile intreccio perverso tra la politica e le organizzazioni criminali che gestiscono i sistemi elettronici dei videopoker e delle sale Bingo appartengono alla mia storia politica. Vi invito a leggere la mia rubrica e a commentare l’articolo.

PIANO CASA, EMERGENZA ABITATIVA COMPONENTE ESSENZIALE

15 luglio 2010

Sul nuovo Piano Casa della Regione Lazio leggiamo, in questi giorni, di tutto e di più. E’ legittimo che ognuno avanzi proposte e lanci idee e non a caso presso l’Assessorato alle Politiche per la Casa abbiamo tenuto molte riunioni aventi per oggetto il Piano Casa, nel corso delle quali abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati alla nuova legge. Alla fine, però, a contare saranno solo gli articoli di legge e noi vogliamo che, in quell’ambito, l’emergenza abitativa rappresenti una componente essenziale.

Oggi il problema dei problemi, per molti giovani, per molti anziani, per moltissime famiglie, è quello della casa. E noi abbiamo il dovere di dare risposte in questo senso. Ancora adesso, infatti, si parla del Piano Casa come della soluzione di piccoli problemi, come l’apertura di una finestra o giù di lì. Noi abbiamo una visione ben diversa del Piano Casa, che può e deve rappresentare un’occasione straordinaria per dare risposte sul fronte dell’emergenza abitativa.

Ad esempio l’edilizia sociale, fortemente mortificata dalla precedente amministrazione regionale, dovrà essere implementata. E andranno ridefiniti i programmi per l’edilizia economica popolare, per quella sovvenzionata e per l’housing sociale. Su questo fronte, in particolare, si gioca una partita tutta nuova, in relazione ai nuovi bisogni dei cittadini. Oggi, infatti, c’è una fascia cosiddetta media che non è più in grado di sostenere i costi degli affitti a prezzi di mercato e rischia di perdere l’abitazione.
Bene, l’housing sociale è destinato a questa fascia di popolazione, che non è quella a bassissimo reddito, ma che comunque vede messo in pericolo il bene-casa.

Su questo percorso ci siamo già incamminati, nelle prime settimane di lavoro, con l’ex assessore all’Urbanistica, ora alle Risorse Umane e Patrimonio, Fabio Armeni, e sono convinto che anche con l’assessore Ciocchetti ci sarà un’ottima intesa, per portare in Giunta un testo che tenga conto dello sviluppo, dell’occupazione e dell’emergenza abitativa.

DARE VITA A FEDERAZIONE PARTITI CENTRODESTRA

6 luglio 2010

   

Quanto sta avvenendo all’interno del Pdl dimostra la fondatezza della posizione di coloro che in Alleanza nazionale erano contro lo scioglimento e la confluenza in un partito unico e quanto fosse opportuna, invece, la nascita de La Destra, il cui obiettivo era quello di sostituire An su una linea di continuità ideale e di destra sociale e nazionale, per fare da contrappeso a pericolose spinte liberiste, separatiste e di pressapochismo morale, ponendo al centro del suo programma politico i temi del lavoro e della famiglia.

Oggi, se non si vuole assistere passivamente a questi mutamenti o condividere il gioco dei risentimenti e dei veti incrociati, che suonerebbe come un insulto ai cittadini che ci hanno votato, bisogna dare vita a una federazione dei partiti del centrodestra che permetta a tutti i soggetti che vi partecipano di contribuire alla realizzazione di un serio progetto di governo del Paese, mantenendo una propria autonomia e una propria identità ben definite.

Anche in risposta alla ventilata ipotesi di un terzo polo è preferibile la chiarezza delle diversità in un destino comune piuttosto che far leva su queste stesse diversità per far nascere gruppi di potere e portare alla frantumazione il centrodestra.

SALDI, UNA LETTERA AI SINDACI DEL LAZIO

29 giugno 2010

        

In vista della partenza dei saldi estivi ho inviato una lettera a tutti i sindaci del Lazio.
La parola d’ordine deve essere “rispetto per i consumatori“.

Ecco, di seguito, il testo:
Egregio Sindaco, sabato prossimo, 3 luglio, inizieranno i saldi estivi. Per molte famiglie, soprattutto in un periodo di forte crisi economica, che gli analisti ci dicono più o meno superata, ma che larghe fasce della popolazione percepiscono invece ancora molto forte, i saldi estivi rappresentano un’importante occasione, per fare acquisti a prezzi ribassati.
La prego, dunque, di mettere in campo – come, del resto, ha fatto, con successo, lo scorso gennaio – ogni mezzo a sua disposizione, affinché la stagione dei saldi sia effettivamente tale e si svolga, dunque, nel pieno rispetto dell’utente-consumatore.
Troppo spesso, infatti, si sono verificati episodi di “finti” saldi, con prezzi, sì, ribassati, ma rispetto a cartellini di vendita precedentemente “gonfiati” o cambiando la qualità del prodotto. Sono certo, peraltro, che anche le associazioni dei commercianti faranno in pieno la loro parte, per smascherare i “furbi” che praticano falsi sconti, a tutela dei commercianti onesti, che rappresentano la larghissima maggioranza della categoria.
E la Guardia di Finanza, che in passato ha svolto un lavoro prezioso, anche in questa circostanza vigilerà sul rispetto delle regole.
Si tratta, in sostanza, di unire le forze, affinché le famiglie del Lazio possano fare in serenità i loro acquisti, soprattutto in questo periodo difficile sotto il profilo economico-finanziario.
Resto a sua disposizione e la saluto cordialmente.
Teodoro Buontempo

TERZO SETTORE, STRAORDINARIA VITALITA’

24 giugno 2010

              

Oggi ho partecipato all’Assemblea provinciale del Terzo Settore, che si è svolta a Roma, presso la sede della Provincia, a Palazzo Valentini.

La straordinaria partecipazione a questa Assemblea di associazioni, cooperative e rappresentanti del volontariato è la testimonianza della vitalità, dell’importanza e dell’enorme potenzialità del Terzo Settore.
Nel corso dell’incontro si è sviluppato un ampio dibattito, cui hanno preso parte i rappresentanti del mondo dell’associazionismo, insieme all’assessore provinciale Cecchini.
L’Assemblea ha fatto il punto sulle nuove emergenza della società e sui bisogni e le necessità del Terzo Settore, che non ha bisogno di essere assistito, ma ha le carte in regole per essere protagonista di una vera politica sociale.
Una novità: la Regione Lazio punta a essere partner di un progetto della Regione danese South Denmark, finanziato dall’Europa, che ha l’obiettivo di aiutare gli anziani a superare le barriere nell’utilizzo delle nuove tecnologie, in modo da aumentarne l’indipendenza e la qualità della vita.
Oggi esiste inoltre il problema dell’attuale legislazione di settore, che appare superata, per questo c’è bisogno della collaborazione di tutti i soggetti interessati, affinché forniscano un contributo di idee sul tema. Presto, peraltro, incontrerò gli assessori provinciali del Terzo Settore.
Il ruolo che viene svolto dai volontari, tra l’altro, è fondamentale per la crescita della società e, per questo, credo sia auspicabile un provvedimento di legge che faccia valere come crediti le esperienze nel volontariato per chi partecipa a un concorso pubblico o per l’accesso alle università a numero chiuso o, ancora, per le graduatorie per ottenere una casa.
Altro tasto dolente quello della lentezza con la quale le cooperative e le associazioni che operano nel sociale vengono rimborsate dalle amministrazioni pubbliche. Se continuiamo così rischiamo di consegnare anche questo settore alle multinazionali: solo loro possono aspettare mesi, se non anni, per ottenere i fondi dovuti, ad esempio, da Regioni, Province e Comuni. Bisogna fare in modo che chi opera nel Terzo Settore sia liquidato in tempi ragionevoli, altrimenti si mette a rischio l’esistenza stessa di queste cooperative e di queste associazioni.
Infine, una proposta: escludere dai bandi pubblici quelle imprese che non rispettano la legge che prevede l’assunzione di unità appartenenti alle categorie protette.

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